tortellini fatti a mano e pasta fresca tutti i giorni a Modena al mercato Albinelli

Marisa: una storia di passione, sapori e tradizione    

Si veniva a ballare in treno. Era la balera di Settecani, che nessuno ci crederà, ma è una località.

Località Settecani di Castelvetro.

Musica forte dove ognuno diceva la sua. A voce alta.

Da questa parte dell’Emilia non si parla si urla. Sulle colline alle spalle di Modena si urla al mercato, nei campi, nelle vigne del Lambrusco, e nelle osterie, si urla.

A voce alta a parlar della Ferrari, a giocar alle carte e per ordinar i tortellini.

La zia Paola e mia madre, la Marisa, hanno ereditato dal padre Zoello, che nessuno ci crederà ma è un nome, la voglia di lavorare.

Donne abituate a non mollare: sempre lì dietro il bancone a dir la loro a tutti quelli che passavano, che erano quelli del paese venuti a  prendere il caffè, quelli di fuori in albergo per le fiere, o i tedeschi, quelli del turismo intelligente che vogliono mangiar bene.

Il tedesco non lo sapevano ma si fanno intendere lo stesso.

E ancora adesso io mi domando come mai la Marisa, la Paola e lo zio Mario, che faceva i conti, esistessero e funzionassero ancora questi personaggi; di telefonini non se ne parlava neanche, il computer c’era ma non si toccava, l’unica modernità era la macchina del caffè.

“Toccatemi tutto ma non toccatemi i tortellini in brodo!” questo era il pensiero dello zio.

La zia Edda era quella che dirigeva il coro delle “rezdore” che facevano a mano, tortellini, ravioli e tagliatelle.La Marisa metteva del suo nel rito della preparazione del “savor”, la marmellata brusca da spalmare sul “gnocco fritto”.

La Paola che diceva “Io mangio solo una mela al giorno!” mangiava tutto, perchè diceva "è buono". E se lo diceva lei che pesa 92 chili e 65 anni io ci credo.

Ecco questa era la pace, il silenzio che veniva offerto. Non è detto che troviate posto se venite, il posto lo trovate perché ci sono le indicazioni, ma per essere sicuri di mangiare “lo stinco”, il nostro stinco, un consiglio, è meglio prenotare.

 

Una donna che sa fare la pasta a regola d’arte ha un prestigio che resiste anche oggi a qualsiasi altro richiamo dei tempi.
(Sofia Loren)

Il nostro Negozio al Mercato Storico Albinelli di Modena

IL GUSTO DELLA TRADIZIONE 

Nel nostro negozio inserito nello storico Mercato Albinelli di Modena, cuore della tradizione culinaria modenese,  potrete trovare  le specialità della tradizione, tramandata dalle nostre nonne, le quali conservavano la pasta tagliata per tutta la settimana, così come il pane. Ricette antiche che Vi permetteranno di riavvicinarVi ad un modo di mangiare più sano e genuino, fatto di ingredienti semplici e naturali.

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La vita è una combinazione di pasta e magia.
(Federico Fellini)

- Linda Grayson -

Primi piatti modenesi

 

Il primo piatto simbolo delle tavole modenesi è senza dubbio il tortellino, lo squisito ombelico di pasta sfoglia ripieno di carne (maiale, prosciutto, salsiccia; a volte mortadella) che si mangia col cucchiaio, immerso nel brodo. Se di maggiori dimensioni, si parla di tortelloni, generalmente ripieni di spinaci e ricotta, conditi col burro sciolto e la salvia. Tra la pasta fresca, deliziose sono le tagliatelle, ruvide e rigorosamente tirate a mano, sottili o più larghe a seconda dei gusti e servite col ragù di carne o prosciutto, e le lasagne, accompagnate anch’esse da ragù e besciamella (ma buonissime anche con altri condimenti). Ad esse affini sono i pasticci al forno, realizzati però con altri tagli di pasta (ziti, maccheroni).  Un primo curioso di origine romagnola sono invece i passatelli, vermicelli di una speciale pasta molto ruvida preparata con pangrattato, uova, parmigiano reggiano e noce moscata. Tra le zuppe è impedibile la pasta coi faglioli e le cotiche, una delizia talmente ricca da ordinare di solito come piatto unico. Una variante sono i cosiddetti chelzagatt, fagioli in umido e polenta (fritta e non).

 

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